Perché la FTP non definisce davvero la performance nel ciclismo
Nel panorama della preparazione atletica nel ciclismo, la Functional Threshold Power (FTP) è stata per anni considerata il principale indicatore prestazionale. Essa rappresenta, in termini operativi, la massima potenza sostenibile in condizioni quasi stazionarie per circa 60 minuti.
Tuttavia, ridurre il modello prestativo del ciclista alla sola FTP significa adottare una visione riduzionista e fisiologicamente incompleta. La performance reale è il risultato di un sistema complesso in cui interagiscono variabili aerobiche, anaerobiche, neuromuscolari e metaboliche.
Limiti della FTP come indicatore prestazionale
La FTP descrive esclusivamente una condizione steady-state. Non fornisce informazioni su:
- cinetica del consumo di ossigeno
- capacità di sostenere intensità sovra-soglia
- riserva anaerobica (W′)
- capacità di recupero tra sforzi
- picchi di potenza
La letteratura scientifica evidenzia come la FTP sia un output meccanico e non una misura fisiologica diretta (Jones & Burnley, 2018; Lievens et al., 2021).
Modelli più recenti suggeriscono invece di utilizzare la power-duration relationship per descrivere in modo più accurato il profilo prestativo dell’atleta.
VO₂max e performance: cosa dice la fisiologia
Il consumo massimo di ossigeno (VO₂max) rappresenta il limite superiore del metabolismo aerobico. Tuttavia, il suo valore predittivo sulla performance reale è limitato.
Studi su ciclisti hanno dimostrato che:
- la FTP relativa (W/kg) è correlata alla performance
- il VO₂max, isolatamente, non è un predittore affidabile
Questo perché:
non è la quantità di ossigeno disponibile a determinare la performance, ma la capacità di utilizzarlo e sostenerlo nel tempo
Tolleranza al VO₂max: il vero fattore determinante
Uno dei parametri più rilevanti è la cosiddetta fractional utilization del VO₂max, ovvero la percentuale di VO₂max che un atleta riesce a sostenere.
Questa dipende da:
- densità mitocondriale
- capacità tampone
- efficienza ossidativa
- gestione del lattato
Due atleti con lo stesso VO₂max possono avere performance completamente diverse in funzione della loro tolleranza allo sforzo ad alta intensità.
Critical Power e W′: il modello evoluto
Il modello della Critical Power (CP) introduce una visione sistemica della performance:
- CP → limite tra dominio sostenibile e non sostenibile
- W′ → capacità di lavoro sopra CP
La relazione potenza-tempo può essere descritta come:
P(t)=W′t+CP
Questo modello dimostra che la performance è il risultato dell’interazione tra:
- componente aerobica
- capacità anaerobica
Superando definitivamente il paradigma FTP-centrico.
Peak Power e componente neuromuscolare
La performance ciclistica è altamente intermittente. Ne consegue che la capacità di esprimere picchi di potenza elevati è determinante.
Questa qualità incide su:
- sprint
- attacchi
- cambi di ritmo
- gestione tattica
Ed è strettamente legata a:
- forza massima
- rate of force development
- coordinazione neuromuscolare
Power-Duration Curve: il vero identikit prestazionale
La power-duration curve rappresenta il modello più completo per descrivere la performance.
Il grafico mostra come la potenza decresca all’aumentare della durata dello sforzo, identificando diverse zone fisiologiche:
- 5”–30” → componente neuromuscolare (peak power)
- 1’–5’ → capacità anaerobica (W′)
- 20’–60’ → dominio aerobico (FTP/CP)
Due atleti con la stessa FTP possono avere curve completamente diverse e quindi prestazioni opposte
Esempio pratico: stesso FTP, performance opposta
Consideriamo due atleti con FTP = 300 W:
Atleta A
- alta peak power
- alto W′
- elevata capacità di ripetere sforzi
Atleta B
- peak power limitata
- bassa capacità anaerobica
- scarsa tolleranza lattacida
In gara:
- A sarà competitivo in contesti dinamici
- B sarà limitato a sforzi steady-state
👉 La FTP non è in grado di discriminare questi profili.
Dalla teoria alla pratica: come allenare ciò che conta davvero
1. Allenare la tolleranza al VO₂max
Obiettivo: aumentare il tempo trascorso vicino al VO₂max
Esempio:
- 5 × 4’ a 110–120% FTP
- recupero: 3’
Variante avanzata:
- 3 × 8’ (30” ON / 15” OFF) a 120–130% FTP
2. Incrementare la fractional utilization
Obiettivo: aumentare la percentuale di VO₂max sostenibile
Esempio:
- 2 × 20’ a 95–100% FTP
- recupero: 10’
3. Sviluppare la capacità anaerobica (W′)
Obiettivo: aumentare il lavoro sopra CP
Esempio:
- 6 × 3’ a 120–130% FTP
- recupero: 4–5’
Variante:
- 2 × (6 × 30” all-out / 30” rec)
4. Migliorare la peak power
Obiettivo: aumentare la potenza neuromuscolare
Esempio:
- 8–10 sprint da 10–12” massimali
- recupero completo
Forza:
- squat / affondi: 3–5 × 4–6 reps
- esercizi esplosivi
5. Allenare la durability
Obiettivo: mantenere performance sotto fatica
Esempio:
- 3h endurance
- ultimi 40’ → 3 × 8’ a FTP
Conclusione: cosa conta davvero nel ciclismo moderno
La FTP rimane un parametro utile, ma non rappresenta l’identità prestativa del ciclista.
La performance emerge dall’interazione tra:
- capacità aerobica
- tolleranza allo sforzo
- capacità anaerobica
- potenza neuromuscolare
- resistenza alla fatica
Un approccio moderno alla preparazione non deve più chiedersi:
“Come aumento la FTP?”
ma:
“Quale sistema limita la performance dell’atleta?”
È lì che si costruisce il miglioramento reale.
Riferimenti scientifici
- Jones, A.M., Burnley, M. (2018). Critical Power: Implications for Exercise Testing and Training
- Lievens, E. et al. (2021). The Validity of Functional Threshold Power
- Poole, D.C. et al. (2016). Critical Power: A Physiological Perspective
- Midgley, A.W. et al. (2007). Time at VO₂max during interval training
Buon Allenamento
Seguella Gennaro
Endurance & Performance Training System Lab
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